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Risarcimento danni Epatite C

Risarcimento danni sangue infetto: il caso dell’epatite C

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Risarcimento danni sangue infetto: il caso dell’epatite C
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Le trasfusioni di sangue accidentalmente infetto sono dei casi sempre più frequenti e riguardano la contrazione di malattie, spesso molto gravi, come l’epatite C. Di contro, non esistono informazioni precise su come comportarsi per ottenere il risarcimento danni. www.normattiva.it/uri-res/N2Ls
Tra le epatiti, l’epatite C, viene considerata la più pericolosa in quanto per chi la contrae diventa una malattia cronica, con conseguete degenerazione del tessuto del fegato. Fino al 1989, quando è stato individuato il virus HCV, la diffusione della malattia, a seguito di trasfusioni di sangue infetto, è stata drammatica e incontrollata. I problemi si pongono in relazione alla possibilità di ottenere il risarcimento danni per aver contratto l’epatite C, argomento sul quale non esistono delle indicazioni precise e chiare.

L’iter legislativo
La Legge 210 del 25 Febbraio 1992 aveva previsto, in qualità di risarcimento danni per epatite C, un assegno mensile per chi risultava contagiato da epatite C a seguito di una trasfusione di sangue infetto, presentando quindi dei danni permanenti e irreversibili a livello psico-fisico. È chiaro che esistevano già allora dei termini entro i quali fosse possibile usufruire di questo indennizzo. Il difetto di questa legge risiedeva in un punto: era stato stabilito un limite temporale di responsabilità (1988), per cui, tutti i contagiati in un periodo antecedente non potevano usufruire di nessun risarcimento. In soccorso sono arrivate le Sezioni Unite della Cassazione che, all’inizio del 2008, hanno stabilito che la colpa del Ministero nel trattamento del sangue dei donatori deve essergli attribuita dagli anni ’70, quando già era conosciuto il virus dell’epatite B.

Come ottenere il risarcimento danni per epatite C?
Per poter usufruire dell’indennizzo è necessario inoltrare la domanda al Ministero della Salute attraverso l’Azienda Sanitaria Locale (ASL) di appartenenza. Su Guida Consulenza Legale è disponibile il fac simile di un modulo di richiesta. Bisogna fare molta attenzione, però, ai termini di prescrizione:
3 anni per i casi di vaccinazioni o di epatiti post-trasfusionali 10 anni per i casi di infezione HIV Il termine decorre dal momento in cui il danneggiato ha identificato il danno.
Per il risarcimento di altri tipi di danni, come quelli biologici, morali e patrimoniali, è necessario rivolgersi a un consulente legale secondo i seguenti termini di prescrizione: 5 anni dal momento in cui si ha la reale percezione del danno 10 anni per gli eredi della persona contagiata e defunta.
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