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Capacità finanziaria istituti di vigilanza

Attestazione di capacità finanziaria per istituti di Vigilanza

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Attestazione di capacità finanziaria per istituti di Vigilanza
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La mancata applicazione del decreto 141 2010, a causa della mancata emanazione dei decreti attuativi da parte di Banca d'Italia, continua a creare sempre più caos nel mondo delle fideiussioni e delle attestazioni di capacità finanziaria. Vediamo cosa ne pensa il dott. Francesco Claudio Mazza di LS Finance.

Caos normativo in materia di attestazioni di capacità finanziaria in materia di cauzioni fideiussorie ex art. 137 T.U.L.P.S. La circolare interna del 3 giugno 2013 esclude la possibilità di accettazione di fideiussioni confidi o finanzarie, ma vista l'impossiblità di ottenere cauzioni diverse alcune prefetture ancora accettano le garanzie di società finanziarie.

il T.U.L.P.S., all'art 137, dispone che:

"Il rilascio della licenza è subordinato al versamento nella cassa depositi e prestiti di una cauzione nella misura da stabilirsi dal Prefetto. La cauzione sta a garanzia di tutte le obbligazioni inerenti all'esercizio dell'ufficio e della osservanza delle condizioni imposte dalla licenza. Il Prefetto, nel caso di inosservanza, dispone con decreto che la cauzione, in tutto o in parte, sia devoluta all'erario dello Stato. Lo svincolo e la restituzione della cauzione non possono essere ordinati dal Prefetto, se non quando, decorsi almeno tre mesi dalla cessazione dell'esercizio, il concessionario abbia provato di non avere obbligazioni da adempiere in conseguenza del servizio al quale l'ufficio era autorizzato."

In questa fase transitoria gli enti pubblici sono quantomai confusi sull'applicazione delle norme relative all'accettazione di Attestazioni di Capacità Finanziaria e di Fideiussioni emesse da Confidi e Società Finanziarie. In questo contesto si inserisce la circolare del ministero dell'interno del 03/06/2013 che afferma come non debbano essere accettate le garanzie emesse da confidi o da società finanziarie se non iscritti all'albo 107.
Nonostante esistano molteplici sentenze di TAR e commissioni che chiariscono come gli enti pubblici siano obbligati ad accettare fideiussioni di confidi ex art 155 comma 4, e nonostante il decreto 141 2010 imponga di considerare le società finanziarie ex art. 106 alla stessa stregua delle società iscritte al vecchio albo 107, purtroppo il livello di confusione sull'applicazione delle norme da parte degli enti pubblici è diventato pressochè totale. Purtroppo, essendo tale albo 107 in chiusura, a causa della normativa che definisce i nuovi albi, e' praticamente impossibile riuscire a reperire garanzie di questi enti. Per queste ragioni diversi istituti di vigilanza hanno avanzato proteste presso le prefetture. Fortunatamente alcune prefetture stanno continuando ad accettare le garanzie di confidi e società finanziarie, anche se ci attendiamo che nel medio termine il problema potrà esplodere. 
Per fare alcuni esempi del caos negli enti pubblici si consideri che il Ministero dei Trasporti al momento accetta le attestazioni di confidi e/o di società finanziarie 106, fatta eccezione per la Provincia di Cosenza che, per ragioni difficili da comprendere, ha deciso di non accettare queste garanzie a meno che non si inserisca una dicitura particolarissima. Le stesse attestazioni invece, stando alla ciricolare di cui in oggetto, non devono essere accettate dalle Prefetture, dietro circolare del Ministero dei Trasporti, anche se alcuni uffici ancora le accettano. Dall'altro canto i Monopoli di Stato al momento accettano le medesime garanzie, ma non in tutti gli uffici. Stesso principio vale per l'Agenzia delle Entrate, la quale per legge del parlamento italiano sarebbe invece obbligata ad accettare queste garanzie.

Non possiamo rimanere dubbiosi su per quale ragione diversi enti abbiano atteggiamenti contrastanti su queste garanzie. Rimaniamo altresì sconcertati da come gli atteggiamenti non siano coerenti neanche all'interno del medesimo istituto.
Non resta che sperare che la Banca d'Italia acceleri le sue lente procedure in modo da istituire i nuoi albi, che attendiamo con ansia dal 2010. D'altronde, con solo 7.400 dipendenti, ci sembra legittimo che servano 3 anni per definire alcuni decreti attuativi.

Articolo a cura del dott. Francesco Claudio Mazza di LS Finance

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